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Sostenibilità e soluzioni tailor-made: DCT e Cannon Bono Energia

11 Lug 2019

Tempo di lettura: 4 min

Donau Carbon Technologies realizza impianti di recupero solventi per aziende nei più diversi settori. Per questi impianti, sceglie Cannon Bono Energia come proprio partner tecnologico

Donau Carbon Tehcnologies headquarter

Donau Carbon Technologies (DCT) nasce nel 1981 a Guanzate (CO), e realizza ossidatori termici rigenerativi per il trattamento dei composti organici volatili presenti nei solventi. Oggi l’azienda è una delle più importanti realtà italiane che realizza impianti ad altissima efficienza di recupero dei solventi con carboni attivi, impiegati nei più diversi settori: da quello chimico, a quello della stampa di edizione, dell’imballaggio flessibile, ecc….

Obiettivo primario delle soluzioni proposte da DCT ai propri clienti è quello di ridurre il consumo di solventi, riutilizzando, laddove possibile, quelli già usati nel processo: attraverso l’impiego del vapore, dell’azoto o del vuoto, i solventi vengono distillati e trattati, al fine di poter essere utilizzati nuovamente, riducendo al minimo lo scarto. Tutto ciò si traduce anche in una notevole riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera.

Nel caso in cui il recupero e riutilizzo dei solventi impiegati non sia possibile (perché mischiati ad altri solventi o perché presenti in quantità limitate) si pone il problema dello smaltimento corretto di queste sostanze: per questi clienti, DCT realizza impianti di ossidazione termica rigenerativa (RTO) in grado di eliminare i solventi, abbattendo i compositi organici volatili (COV) presenti, altamente inquinanti.

In entrambi i casi, si tratta di impianti in grado di raggiungere elevati livelli di recupero nella rimozione di COV e di efficienza termica, specificatamente pensati e realizzati per abbattere al minimo le emissioni.

RTO con caldaia a recupero Cannon Bono Energia

Impianti e caldaie su misura

DCT ha fornito più di 300 impianti nel mondo, tutti disegnati e realizzati sulle specifiche esigenze di ogni singolo cliente. La variabilità che l’azienda si trova a gestire riguarda in primis il tipo di solvente da trattare – non tutte le aziende usano lo stesso solvente -, ma anche la quantità e le normative in tema di sicurezza ed emissioni proprie del paese in cui l’impianto viene installato.

Il fattore comune, invece, è l’impiego di altissime temperature: sia nel caso di impianti per il recupero dei solventi, sia in quelli per l’ossidazione termica, il calore è un ingrediente fondamentale. Nel primo caso viene utilizzato per il processo vero e proprio; nel secondo, oltre ad essere usato per eliminare i solventi, viene anche recuperato per essere riutilizzato in altri processi “secondari”.

Le caldaie, cuore di tutte queste tipologie di impianto, devono essere quindi essere in grado di gestire sia la variabilità, sia le alte o altissime temperature proprie di questi impianti.

DCT ha scelto un partner tecnologico che ha fatto del “tailor-made” una delle proprie pietre miliari: da più di vent’anni, infatti, Cannon Bono Energia collabora con l’azienda comasca, mettendo a disposizione le proprie capacità ingegneristiche e progettando e realizzando caldaie che rispondano in modo efficace alle specifiche richieste dei clienti, in termini di processo, di caratteristiche del luogo di installazione e di rispetto delle norme e dei regolamenti europei e americani.

Le altissime temperature (oltre i 1000° C) richieste da un impianto di ossidazione termica rigenerativa per l’eliminazione dei COV, generano fumi ad una temperatura superiore a 800°C, che possono essere recuperati e destinati ad alimentare altri processi o utilities. Per questa applicazione, DCT si affida alle caldaie a recupero Cannon Bono Energia, specificatamente disegnate e realizzate per recuperare il calore proveniente dal processo principale di eliminazione dei solventi e riutilizzarlo per produrre vapore o scaldare olio diatermico, destinato, per esempio, al processo produttivo del cliente.

In questo modo vengono ridotti i costi di smaltimento di prodotti nocivi e i costi energetici del processo di produzione.

Gli impianti di recupero solventi tramite carboni attivi impiegano invece le caldaie per generare il calore necessario a scaldare l’azoto per strippare il solvente e recuperarlo. Anche in questo caso, Donau Carbon Technologies ha scelto Cannon Bono Energia e, nello specifico, le sue caldaie a olio diatermico, capaci di raggiungere temperature fino a 350°C.

Una collaborazione vincente

Donau Carbon Technologies ha recentemente fornito all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato un impianto integrato per il riscaldamento di olio diatermico e il trattamento dei vapori provenienti da una macchina di stampa rotocalco. Per questo impianto, Cannon Bono Energia ha fornito due caldaie ad olio, di cui una a recupero, altamente customizzate.

Le richieste erano infatti piuttosto stringenti per entrambe le caldaie.

Era necessario che la caldaia a recupero raggiungesse altissimi livelli di recupero termico, e che avesse delle dimensioni tali da inserirsi in uno spazio ristretto all’interno di un progetto già esistente. Cannon Bono Energia ha interamente riprogettato secondo le richieste la caldaia a recupero che ha fornito: il design molto compatto e la capacità di recuperare in modo efficiente il calore dei fumi in uscita dal forno (ad una temperatura di circa 900°C), sono risultati vincenti nell’assegnazione del tender a DCT.

Allo stesso modo, anche la caldaia ad olio diatermico serie OMV che Cannon Bono Energia ha installato nell’impianto è stata specificatamente progettata e realizzata per rispondere all’esigenza di un rendimento molto alto. Il corpo sovradimensionato e, dunque, la superfice di scambio termico maggiorata, hanno permesso di raggiungere e superare questo target.

Abbiamo puntato molto sull’alta efficienza delle due caldaie di Cannon Bono Energia, grazie alla quale ci siamo aggiudicati l’importante tender dell’Istituto Poligrafico” – Giuseppe Dell’Acqua, Managing Director di Donau Carbon Technologies.