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23 Lug 2018

La nuova Strategia Energetica Nazionale stabilisce obiettivi ambiziosi al 2030: rendere il sistema energetico italiano più competitivo, sostenibile e sicuro, riducendo drasticamente le emissioni di CO2 e azzerando la produzione di energia da carbone. Ma sono obiettivi davvero realizzabili? E quale strada è meglio percorrere?

Il 10 novembre 2017, con il D.M. il Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è stata adottata la nuova Strategia Energetica Nazionale 2017 (SEN2017), il piano decennale del Governo italiano per anticipare e gestire i cambiamenti in corso in ambito energetico.

Alla formulazione della SEN hanno partecipato gli organismi pubblici operanti sull’energia, gli operatori delle reti di trasporto dell’elettricità e gas, e qualificati esperti del settore energetico. Proposte e osservazioni sono arrivate da associazioni, imprese, organismi pubblici, cittadini ed esponenti del mondo universitario, per un totale di circa 838 contributi tematici.

Gli obiettivi della SEN

Obiettivo primario della Strategia è quello di rendere il sistema energetico nazionale più competitivo, sostenibile e sicuro, migliorando la competitività dell’Italia in termini di prezzo e di costo dell’energia rispetto all’Europa, e rafforzando l’indipendenza energetica italiana attraverso l’implementazione di fonti rinnovabili.

Parlando di numeri gli obiettivi fissati per il 2030 sono:

  • Efficienza energetica: riduzione a 108Mtep dei consumi finali, con un risparmio di circa 10Mtep.
  • Fonti rinnovabili: dovrebbero costituire il 28% dei consumi complessivi.
  • Riduzione del differenziale di prezzo dell’energia: allineare il costo dell’energia italiana (gas ed elettricità) a quella europea.
  • Riduzione delle emissioni di CO2 del 39% al 2030 (e del 63% nel 2050).
  • Decarbonizzazione: cessazione della produzione di energia elettrica da carbone, implementazione di bioraffinerie e uso di biocarburanti.
  • Investimento di € 444 milioni nel 2021 nella ricerca e sviluppo tecnologico di clean energy.
  • Riduzione della dipendenza energetica dall’estero del 64%, grazie alla crescita delle rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Per realizzare tutto ciò, verranno investiti:

  • 30 miliardi di euro per reti e infrastrutture gas ed elettrico.
  • 35 miliardi di euro per le fonti rinnovabili.
  • 110 miliardi di euro per l’efficienza energetica.

Limiti e prospettive della Strategia Energetica Nazionale

L’attuale situazione energetica italiana vede una richiesta sempre maggiore di energia elettrica (nel 2017 il consumo di energia è salito del 2,2% rispetto al 2016[1]), derivante per l’81% dallo sfruttamento di fonti fossili, ad alto impatto ambientale.

Già a partire da alcuni anni si sono presi diversi provvedimenti per raggiungere, o quantomeno per avvicinarsi, all’obiettivo della decarbonizzazione previsto per il 2030: efficienza energetica, economica circolare, uso di fonti rinnovabili, implementazione e miglioramento della tecnologia dei cicli combinati (grazie al ridotto impatto ambientale, il gas naturale sarà il vettore energetico di transizione alla decarbonizzazione), ma anche misure meno popolari, come il sequestro e confinamento geologico dell’anidride carbonica e l’installazione di centrali nucleari.

Provvedimenti che, pur avendo avuto un impatto positivo sull’attuale situazione energetica, non si sono rivelati sufficienti.

Il Professor Ennio Macchi del Politecnico di Milano, nel corso del convegno organizzato da ANIMP “Dalla SEN alla decarbonizzazione possibile con l’obiettivo della crescita economica”, tenutosi il 5 luglio presso il Politecnico di Milano (Campus Bovisa), ha infatti mostrato come per abbassare il riscaldamento globale di circa 2°C (riduzione considerata solo accettabile, ma non risolutiva), sarebbe necessaria una vera e propria rivoluzione globale che portasse ad un aumento del nucleare del 135%, della produzione eolica del 760% e della produzione solare del 1200% entro il 2030.

Proiezioni ovviamente utopistiche, alle quali si aggiungono problemi non eludibili, come l’inadeguatezza della rete elettrica ad una futura così alta partecipazione delle rinnovabili: manca infatti un efficiente stoccaggio energetico, ad oggi tecnologicamente non maturo e con costi non convenienti, in grado di gestire la natura non costante e non programmabile delle fonti alternative.

Infine, pare esserci una contraddizione intrinseca negli obiettivi della Strategia: come già accaduto in passato (2011), la diffusione delle rinnovabili è stata determinata da un forte sistema di incentivazione, i cui costi ricadono sulla bolletta elettrica, aumentandone il valore e aumentando, allo stesso tempo, il disallineamento con la media europea dei prezzi dell’energia (uno degli obiettivi della SEN).

Alla luce di tutto ciò, quindi, obiettivi, tempi e modalità previsti dalla nuova Strategia Energetica Nazionale sono davvero conciliabili? Se la decarbonizzazione non può essere totale, se l’impiego massivo delle rinnovabili è altamente improbabile vista l’insufficienza tecnica della presente rete elettrica, quale strada dunque bisogna seguire?

Sicuramente una via percorribile ed efficace è quella dea riduzione dei consumi ottenuta grazie e soprattutto a progetti di efficienza energetica, nei quali la SEN, come abbiamo detto precedentemente, prevede di investire 110 miliardi nei prossimi anni: di questi, la parte più consistente è riservata al settore residenziale, ma importanti somme sono destinate anche a quello industriale.

In quest’ultimo contesto gli sviluppi più consistenti riguarderanno:

  • l’aggiornamento e il potenziamento del meccanismo dei Certificati Bianchi (che hanno subito forti aumenti dei prezzi nell’ultimo periodo)
  • la valorizzazione del bilancio energetico d’impresa come strumento per implementare l’uso razionale e la conservazione dell’energia
  • l’utilizzo di nuove tecnologie produttive legate a Industria 4.0
  • la promozione dell’efficienza energetica nella PMI attraverso iniziative di cofinanziamento degli audit energetici e dei sistemi di gestione dell’energia.

L’efficienza energetica, aumentando il rendimento e il risparmio energetico, risulta essere dunque la migliore opportunità per perseguire gli obiettivi della SEN, permettendo di accrescere “la sicurezza, ridurre la bolletta energetica e la spesa [… delle] imprese” (che, in questo modo, possono essere maggiormente competitive), “nonché per dare nuovo impulso alla filiere produttive italiane che operano nel settore”.[2]

 

 

[1] Dati TERNA
[2] Strategia Energetica Nazionale 2017, pag 99.