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Siberia: scorre il petrolio, grazie a Cannon Bono Energia

Uno dei più importanti contratti acquisiti nel 2013 riguarda la fornitura di 56 caldaie a olio diatermico per una speciale applicazione nel settore Oil&Gas

L’oleodotto, lungo 488 km che unice Zapolyarie e Purpe, due località russe sul circolo polare artico, trasferirà 45 milioni di tonnettale di petrolio greggio dalle zone di estrazione al terminale sul mare di Kara

Caldaie a Olio in Siberia Cannon Bono Energia
Uno dei più importanti contratti acquisiti nel 2013 riguarda la fornitura di 56 caldaie a olio diatermico per una speciale applicazione nel settore Oil&Gas.

Cannon Bono Energia fornisce a due società di engineering russe —Remeks E Ozna —i forni a olio diatermico necessari a produrre il calore richiesto dall’operazione

Per estrarre e trasportare il petrolio greggio dai luoghi di estrazione a quelli di raffinazione ed utilizzo si spendono ogni anno miliardi in tutto il mondo. Non si indietreggia davanti ad alcun ostacolo, sia esso una profondità marina, un deserto torrido o uno degli ambienti naturali più ostili del mondo, la tundra siberiana a ridosso del Circolo Polare Artico.

Ed è proprio in questa zona che sta prendendo forma un oleodotto lungo oltre 900 km che collegherà i pozzi della regione russa del Yamalo-Nenets con un terminale marittimo sul mare di Kara. Dovrà superare 90 corsi d’acqua, inclusi grandi fiumi come il Pur e il Taz, oltre a 21 strade principali e 250 km di tundra, taiga, foreste e terreni paludosi d’estate e congelati d’inverno. Insomma, non proprio uno scherzetto. Il tratto fra Purpe e Samotlor, 429 km, è entrato in funzione nel 2011 e trasporta già 25 milioni di tonnellate di greggio all’anno. Il secondo tratto, da Purpe al mare, una volta completato, nel 2016, ne trasferirà oltre 45 milioni di tonnellate.

L’elevata viscosità del greggio e le temperature polari misurate in questa regione per la maggior parte dell’anno obbligano a scaldare il greggio ad una temperatura di 60 °C per mantenerlo fluido lungo tutto il percorso.

Tutto l’oleodotto è stato progettato fuori terra con speciali attenzioni per evitare che eventuali emissioni di calore —provenienti dalle tubature isolate, da 600 mm di diametro interno —provochino danni al permafrost, alla vegetazione e ai licheni della zona.

Per problemi speciali, soluzioni speciali

Le sette grandi stazioni di riscaldamento e pompaggio, previste sulla linea ogni 60 km, sono equipaggiate, ciascuna, con otto speciali forni a olio diatermico che scambiano calore col greggio in grandi scambiatori a fascio tubiero: l’olio viene alimentato a 180 °C.

I 56 forni —versioni speciali del modello OMV di Cannon Bono Energia, dalla capacità di 4 MegaWatts termici —sono stati forniti a due società russe di ingegneria —40 alla Remeks e 16 alla Ozna —che per installarli hanno realizzato speciali containers a due piani lunghi 12 m, isolati termicamente. Questi forni possono essere alimentati a nafta pesante (oggi) e gas naturale (disponibile sul posto fra un paio d’anni), per consentire una molteplicità di scelta del combustibile.

Progettati e realizzati secondo le più severe norme europee, questi OMV sono certificati GOST e dotati di permesso RTN (Rostechnadzor).

Due unità OMV simili a queste sono state fornite in precedenza alla Shell Russia per una applicazione simile, e questa referenza ha giocato un ruolo importante nel conferimento della importante commessa a Cannon Bono Energia.

Caldaie a olio diatermico installate Cannon Bono Energia
Uno dei più importanti contratti acquisiti nel 2013 riguarda la fornitura di 56 caldaie a olio diatermico per una speciale applicazione nel settore Oil&Gas.
Caldaie a Olio in Siberia Cannon Bono Energia
Uno dei più importanti contratti acquisiti nel 2013 riguarda la fornitura di 56 caldaie a olio diatermico per una speciale applicazione nel settore Oil&Gas.